Val Serina (seconda parte)

Civettuola con le sue ville che occhieggiano tra il verde cupo di una vasta pineta, Oltre il Colle e' un affermatissimo centro turistico estivo che invernale. Gli fanno da baluardo i contrafforti del massiccio dolomitico dell'Alben, il Grem, L'Arera, il Menna; gli fanno da corona Zambla Alta e Zambla Bassa e Zorzone che nel suo piccolo spazio ospita tre attivita': le miniere, la zootecnica, il turismo. Su in alto, all'Arera, sul panettone di Zambla, alla conca dell'Alben sono attrezzature per lo sport invernale, fondo, discesa, che ne fanno uno dei piu' vasti compresori della valle Brembana.

Una storia importante si ritiene che la Val Serina fosse già abitata in epoca romana e altomedioevale e non è escluso che già allora fossero sfruttate le miniere della Zona di Oltre il Colle e Dossena. La prima documentazione scritta risale tuttavia ai primi secoli del secondo millennio, in piena età feudale e ci indica che la valle era in gran parte possedimento feudale dei vescovi di Bergamo e dei canonici delle cattedrali e di nobili famiglie cittadine.

                Cartina della Val Serina

Con un documento del 1186 il vescovo Guala concesse agli abitanti di Bracca e di altre comunità vallari il diritto di pascolo e di caccia sull'Arera e le altre montagne della zona, riservando per sé la caccia all'orso, segno che questo animale era all'epoca ancora diffuso sui monti della vallata. Sul piano religioso nello stesso periodo tutte le comunità della Val Serina erano tributarie della pieve di Dossena, che era l'unica chiesa battesimale di quasi tutta la media e alta Valle Brembana. Solo a partire dal Trecento cominceranno a costituirsi le prime parrocchie locali. Nel periodo comunale in Valle Serina si formarono due grandi comuni: quello di Bracca Lepreno, che occupava il settore occidentale, da Spino a Oltre il Colle, e quello di Costa, che aveva giurisdizione sul settore orientale.

Tale suddivisione amministrativa è documentata da una serie di atti notarili rogati nel 1234 per la definizione dei confini. Nel corso del Trecento la valle Serina, chiamata allora Valle Brembana superiore, entrò a far parte della signoria dei Visconti e da quel momento iniziò l'ascesa di Serina che più tardi, durante la dominazione veneta (1428-1797) sarà capoluogo della valle Serina, sede del vicario veneto.

Il ruolo di capoluogo di Serina era riconosciuto in forma solenne dai singoli comuni con una grande parata che si svolgeva ogni anno presso la residenza del vicario ed alla quale dovevano partecipare tutti i consoli, con otto soldati in assetto di guerra. A Serina, come si può leggere nella Relazione del Da Lezze del 1596, si svolgevano inoltre periodiche riunioni dei consigli di valle, alla presenza del vicario e dei consoli e dei sindaci, in ottemperanza alle norme stabilite dallo Statuto del 1468.

L'importanza di Serina andò diminuendo dopo l'avvento del regime napoleonico e il successivo governo austriaco, durante i quali si completò lo spostamento dell'asse amministrativo verso Zogno. Dopo l'unità d'Italia la Val Serina si è andata via via integrandosi con il resto del territorio brembano, mantenendo tuttavia, sia nelle strutture architettoniche e sia nelle tradizioni, un chiaro riferimento al suo importante passato.

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